L’ UOMO e LA FORMICA

L’UOMO E LA FORMICA. COSI’ DIVERSI COSI’ UGUALI

Infinitesimamente piccolo ed infinitesimamente grande : è sconvolgente quanto gli schemi e le leggi fisiche siano così simili seppure le scale di misurazioni siano così differenti. Dalla composizione degli atomi, al nostro sistema solare, alla formazione di galassie , agli ammassi di galassie fino ad arrivare alla totalità dell’universo conosciuto , tutto sembra essere scandito e gestito secondo le stesse leggi fisiche.

Tuttavia l’uomo nel cercare la verità, nel tentativo risolutore di dare risposte alle più antiche questioni riguardanti la creazione e il significato stesso della propria esistenza, sembra alle volte voler approcciare all’universo con gli occhi bendati , sembra voler cercare soluzioni sempre più complicate e qualche volta addirittura fantasiose ; la verità probabilmente è a portata di mano ma forse, causa una inconscia paura di vedere ulteriormente ridimensionata la propria figura, che fino a qualche secolo fa lo poneva al centro dell’universo e che man mano lo emargina a ruoli sempre più comprimari fino quasi ad etichettarlo come un elemento non rilevante del cosmo, lo spinge a cercare risposte diverse da quelle che sembrano essere palesemente le più realistiche.

Ma partiamo dall’infinitesimamente piccolo: una piccola formica in una distesa pianeggiante.
A volte tra una fatica e l’altra questa piccola alzerà pure il proprio sguardo all’insù: osserverà un filo di erba sovrastarla e ne rimarrà ammirata, magari scorgerà la cima un albero e resterà meravigliata della sua maestosità; se è più fortunata e più arguta potrà persino osservare la vetta di una montagna ergersi sull’orizzonte. Oltre, la piccola lavoratrice non riuscirà a guardare, non si chiederà mai cosa si celi dietro tutto quanto le si porga davanti agli occhi, ma ella si fiderà della propria vista e prenderà per buone tutte le informazioni suggerite da quanto percepito.

L’uomo negli anni invece si è evoluto, proprio per la sua innata curiosità verso l’ignoto; col passar del tempo e con i progressi fatti nei vari campi scientifici, ha dato sempre man mano un ruolo più marginale al proprio senso visivo.
Quando non aveva più nulla da scoprire sulla nostra casa Terra ha cominciato a volgere lo sguardo verso l’ignoto che ci sovrasta anche grazie all’ausilio di potenti ed ingegnosi mezzi tecnologici; forse però a differenza della piccola formica, ha trascurato la tecnologia più preziosa in suo possesso : la propria vista.
Sembra essersi smarrito in strade sempre più tortuose e complicate, cerca “materie oscure”, “energie oscure” e “buchi neri” seppure il proprio occhio non ne percepisca affatto le loro presenze né lasci aperte ipotesi che possano avvalorare tali tesi. O magari potrebbe esattamente essere il contrario, ovvero cerca fantasiose risposte solo perché ai propri occhi si prospetta una realtà così difficile da spiegarsi: come quella formica che pone i limiti del proprio mondo fino alla cima della montagna così l’uomo ha posto i propri, ai confini di ciò che riesce ad osservare, ma come per la formica oltre la montagna anche l’uomo potrebbe avere molto da scoprire oltre quanto visibile dai propri telescopi.

Premetto che non sono un astronomo, né sono in possesso di dottorati in fisica teorica, a dirla tutta non sono in possesso di alcun titolo di laurea. Tutto ciò che andrò ad ipotizzare sarà solo il risultato più logico che la mia mente riesce a metabolizzare tra le tante possibilità di razionalizzare le varie teorie sulle quali menti eccelse da anni dibattono; molte teorie a dirla tutta sembrano più frutto di sublime fantasia che di accurati studi scientifici, ma come è ovvio che sia, non sono certo nelle condizioni di poter esprimere alcun parere, non avendo le dovute conoscenze fisico/matematiche per confutarle.

Tutte le mie osservazioni si limiteranno ad espletare solo quello che la mia logica mi consente di accettare o non accettare, limitandomi ad una sola percezione intuitiva e non supportato da calcoli matematici in proposito. Quindi procederò a prendere per buone tutte le osservazioni che credo siano corrette, anche perchè avvalorate da lunghi e costanti studi nell’osservazione dei fenomeni:

1) 13/14 miliardi di anni fa ci fu una colossale esplosione che ha dato origine a quello che la scienza di oggi nomina “universo visibile” e conosciuta come “teoria del big bang”.
A mio modesto avviso la teoria è inconfutabile in quanto osservazioni accurate hanno datato l’evento in maniera piuttosto precisa , tuttavia credo che tale esplosione abbia dato i natali soltanto alla parte di universo da noi visibile ma non ci sono elementi per convenire che abbia creato tutta la materia di un ipotetico “superuniverso” né tantomeno abbia potuto creare spazio e tempo, a mio avviso componenti già presenti prima dell’evento.

2) L’universo dopo una forte accelerazione iniziale causata dal “big bang” , sembra abbia avuto una leggera perdità di velocità per poi riaccelerare nuovamente, fase nella quale versa attualmente, come da osservazioni effettuate.

3) Le galassie restano aggregate nonostante le leggi gravitazionali suggeriscano che esse dovrebbero disperdersi nello spazio, si aggregano in superammassi, ma in generale sembrano le une allontanarsi dalle altre. Tutto ciò è ampiamente documentabile.

4) La maggior parte delle galassie sembrano contenere al centro di esse un buco nero supermassiccio, con campi gravitazionali tali da assorbire tutta la materia e tutta la luce che entra nei confini del cosidetto “orizzonte degli eventi”, rilasciando apparentemente soltanto delle leggere radiazioni termiche conosciute come “radiazioni di Hawking”. Ho usato il termine sembrano contenere non a caso, ma dovendomi limitare alla sole osservazioni effettuate, questo è ciò che ci viene evidenziato.

Sulla base di queste rilevazioni astronomiche , mi balza all’evidenza una similitudine lampante con qualcosa di molto familiare e molto vicino a noi.
Basta alzare gli occhi al cielo e capire che si sta parlando della Luna e della sua formazione, credo ci siano molte somiglianze con quanto osserviamo oggi nel cosmo e che a mio avviso potrebbe rivelare la fase in cui versa attualmente l’universo, ovvero una fase di creazione di un qualcosa ovviamente per dimensioni di entità ampiamente superiore.

Credo che quello che credevamo essere l’universo, quello visibile ai nostri telescopi per intenderci, non è altro che una microscopica porzione di un universo di dimensioni esponenzialmente maggiori. Penso che “il big bang” non sia altro che il prodotto di una collisione cosmica tra due corpi di dimensioni e masse superiori a tutto l’universo ad oggi conosciuto. Quello che oggi chiamiamo universo è solo l’insieme di polveri e gas generati da tale collisione.
L’osservazione che rileva che l’universo abbia avuto una fortissima accelerazione, un successivo leggero rallentamento per poi riaccelerare, potrebbe avvalorare la teoria per la quale in seguito a tale enorme collisione tutta la materia dopo la forte accelerazione scaturita dalla deflagrazione ha perso la propria spinta per poi riprendere velocità, subendo una fortissima attrazione gravitazionale da parte di uno dei due corpi sopravvissuti all’impatto.

A mio avviso l’universo sta accelerando perchè subisce attrazione gravitazionale da parte di un corpo di massa nettamente superiore, che lo spinge ad orbitare e/o a portarlo a collidere con lo stesso. Mi trovo quindi a confutare l’esistenza dell’”energia oscura”.

Credo che tale teoria sulla collisione, possa delucidare la comunità scientifica anche sul perchè le galassie che nel frattempo si sono create, tendono a rimanere compattate piuttosto che a disperdere le stelle dai bracci più esterni delle proprie spirali. Anche in questo caso è soltanto tutto frutto dell’immane forza gravitazionale esercitata dal corpo colluso che spinge in rotazione le galassie. Confuto pertanto anche l’esistenza di una “materia oscura” che tiene unite le galassie.

Rimane da sciogliere il nodo dei “buchi neri”, forse il più difficile. Ma anche in questo caso credo che tutto dipenda dalla fortissima attrazione gravitazionale del corpo, il quale ammassa la materia stellare in galassie, crea rotazione ad esse e quando queste sono abbastanza vicine da essere influenzate nel proprio moto, potrebbe creare un risucchio di materiale dal centro di esse verso il corpo colluso: un pò quello che accade con i mulinelli di acqua o le formazioni di trombe d’aria sulla terra. Probabilmente, ma questo è soltanto una teoria, questo assorbimento di materiale avverrebbe, come nei mulinelli d’acqua, solo ai limiti esterni di quello che oggi definiamo “orizzonte degli eventi”.
Quindi quello che oggi ci appare un buco nero, è effettivamente un buco nero ossia spazio nel quale non è presente materia.

E’ probabile che la forma delle galassie e la presenza o meno di un quasar nei centri galattici , siano dovuti alla distanza delle stesse dal corpo che su di esse esercita attrazione gravitazionale: molto probabilmente le regioni con galassie con quasar attivi al loro interno, sono quelle più prossime al corpo stesso e sono quelle che disperdono più materiale verso di esso, per intenderci quelle che si avviano più spedite ad essere assorbite.

E’ probabile che le galassie a spirale siano quelle più prossime al corpo colluso, mentre quelle ellittiche sono le più distanti e mantengono tale forma in quanto subiscono una minore attrazione gravitazionale: tutto questo ovviamente andrebbe avvalorato con degli studi.
Inoltre tantissimi altri fenomeni quali supernovae, lampi gamma, radiazioni di Hawking sarebbero tutte generate sempre dalla fortissima attrazione gravitazionale a cui il nostro universo visibile è sottoposto.

Ci sarebbe poi da divagare sulla questione della radiazione cosmica di fondo, attribuita dalla scienza alla radiazione residua del Big Bang, ma a mio modesto avviso potrebbe trattarsi invece di una radiazione attiva e fluttuante prodotta dall’immenso corpo che attrae il “nostro universo”.

Infine ci sarebbe da chiedersi circa il destino di questa nostra porzione di universo. Parte di esso potrebbe essere destinato a collidere con il corpo massiccio e a causa della forte attrazione un’altra parte potrebbe essere spinta fuori dalla propria orbita di rotazione.

Inoltre un altro quesito non meno rilevante è quello di ipotizzare se i due corpi collusi, siano i soli o ci siano altre decine, migliaia,milioni o più di essi…… e se essi a loro volta non si agglomerino in sistemi più complessi e che a loro volta subiscono attrazioni gravitazionali da corpi ancora più grandi.

Chiaramente io ho posto una condizione iniziale che prevede un impatto alla base dell’espansione del “nostro universo”, ma potrebbe benissimo trattarsi di una espulsione di energia e materia dal corpo, un pò quello che comunemente accade alle stelle con i flair solari, e se così fosse potrebbero esserci decine,centinaia o migliaia di altri universi generati da questi “flair”.

Quello che appare evidente è che l’universo che osserviamo ha subito una deflazione e che parte di esso stia già in fase di contrazione: per fare un banale esempio lanciando un grosso sasso su un cumulo di sabbia, noteremo che a seguito dell’impatto ci sarà una forte deflazione, con il passar del tempo però mentre alcuni granelli di sabbia si troverebbero nella fase di massimo allontanamento, altri invece sono già in fase di ricaduta.

Resta pertanto da capire dove si trova in questo scenario la Terra o meglio ancora la nostra galassia , se in un fase di espansione o di contrazione.

Questo fenomeno di espansione e contrazione aprirebbe inoltre paradossali dibattiti: potrebbe essere il nostro universo molto più piccolo di quello che osserviamo? Ovvero è possibile che il moto delle galassie ci abbia portato a valutare galassie diverse, quelle che in verità sono le stesse galassie osservate in settori di spazio-tempo diversi. A mio avviso molte galassie potremmo osservarle più volte in punti diversi dello spazio-tempo e potremmo non accorgercene in quanto potrebbero essere per forma e dimensioni completamente diverse a seconda di dove le si osservi.

I possibili scenari sono molteplici ma alla fine siamo solo formichine che guardano ammirate quella montagna sull’orizzonte , oltre quella montagna tutto potrebbe celarsi , persino qualcosa di cui oggi ignoriamo o fingiamo di ignorare l’esistenza.

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